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    October 05

    Second Home by the Sea

    Il finale alternativo dell'altra storia. Poiché è alternativo, direi di cambiare la narrazione da presente semplice a passato remoto.

    Eravamo arrivati quando la bidella Elisa diceva al malcapitato:
    "Sei così in ritardo che non ti ammetterebbero alle lezioni. Tu stai qua sotto a pulirti le scarpe e a pulire dove hai sporcato fino al suono della seconda ora"
    A quel punto memore di quanto gli accadde quella mattina, al nostro venne un impeto di orgoglio. E porca miseria, si era forse fatto tutta la strada sotto la pioggia, rovinando il cappotto nuovo nel fango per questo?
    Prese un bel respiro: "Senta" urlò, ma senza avere il coraggio di fissarla negli occhi "mi vede come sono ridotto? Non ha un briciolo di umanità per un povero studente?"
    "Oh certo, tesoro" sbottò lei ironica "vuoi forse che ti offra una cioccolata calda?"
    A quel punto la rabbia interiore del nostro aumentò a dismisura. In qualsiasi altra mattina, sarebbe tornato a testa bassa a sedersi fino all'inizio della seconda ora. Ma quella mattina no.
    Senza pensare alle possibili conseguenze diede una spallata alla bidella Elisa, rischiando, tra l'altro, di farla cadere e proseguì spedito.
    "MASCALZONE!" gli urlava quella "TI FARO' AVERE VISITE DALLA PRESIDE"
    Il giovane non la sentì nemmeno, e inoltre, non gliene poteva fregare molto: la bidella Elisa non sapeva il suo nome, e d'altra parte era così tonta e ricoglionita che si sarebbe dimenticata la sua faccia nel giro di pochi minuti. E anche la faccia del giovane.
    Arrivato davanti alla porta, si fermò. Prese un bel respiro e bussò.
    Nessuna risposta.
    Sempre più agitato, bussò una seconda volta. Niente.
    "Forza" pensò "un bel respiro e andiamo". Aprì la porta, stava già per bofonchiare qualche scusa, quando si accorse che l'aula era completamente vuota. Non se la spiegava proprio. Ad un certo punto il lampo di genio: "che giorno è oggi?"
    Oggi era il 5 Ottobre. Controllò sul registro: a causa di uno sciopero indetto dai Cobas, non si sarebbe potuta garantire la continuità delle lezioni". Che in soldoni voleva dire "se vieni sei stupido, stanno tutti a casa a scioperare". E la Pemonarini aveva scioperato. Oh, cara, dolce, piccola merdina
    sclerotica. La sua gioia però venne interrotta quando si rese conto di aver corso come un idiota e di essersi quasi cacciato nei guai per un niente.
    Ma non importa, dopotutto, la vita dello studente è questa: tanto sacrificio per nulla, e un piccolo contentino per tenerti tranquillo. Insomma, la morale dello studente è "non importa che vada bene, basta che non vada male".




    Due piccole osservazioni:

    1- questo finale fa schifo
    2- l'intera storia non è autobiografica, ma è basata su cose che sono successe davvero. Alcune a me, altre no

    Comments (1)

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    Matteowrote:
    AAAAAAAAAAARGH!
    Storia carina
    "si sarebbe dimenticata la sua faccia nel giro di pochi minuti. E anche la faccia del giovane."
    mh, wow, lol, ehehi
    facci un libro
    urlo complimenti
    rido buttandoti delle occhiate tra il rosso delle guancie e la testa va su e giù frenetica
    ogni tanto il gomito contro il tuo gomito
    ammiccante e sciocco
    saluto sospirando forte con un sorriso accennato a occhi bassi, con tanta bonarietà e melanconia

    14 Oct.

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